lunedì 2 giugno 2014

EMDR LE ORIGINI (da Shapiro e Fernandez)

EMDR dalle origini al meccanismo di azione: come agisce a livello neurofisiologico
da Shapiro e Fernandez

L'EMDR ha la capacità di facilitare profondi cambiamenti terapeutici -molto più rapidamente di quanto tradizionalmente si riteneva necessario- indipendentemente dal numero di anni trascorsi dall'evento traumatico.
Nell'EMDR, l'enfasi  clinica è posta sulla facilitazione degli effetti terapeutici, attraverso il collegamento adattivo di reti neurofisiologiche associative nel sistema di elaborazione dell'informazione.
La grande vicinanza fisica di queste reti porta logicamente a ritenere che i risultati della terapia non devono essere rigidamente legati al tempo. Per esempio sono stati riferiti da alcuni responsabili di programmi dei centri medici del dipartimento affari reduci americano casi di rielaborazione in  unica seduta con reduci del Vietnam, nei quali si notava una completa desensibilizzazione e ristrutturazione cognitiva di ricordi traumatici che fino a quel momento, non avevano risposto alle altre terapie (Daniels et al., 1992).
Fu l'osservazione dei movimenti oculari generati spontaneamente ad aver convinto Shapiro di aver trovato un meccanismo fisiologico insito in ognuno di noi ed in grado di influenzare i nostri processi cognitivi. Questa valutazione iniziale è stata particolarmente importante in quanto è diventata il sostegno della successiva struttura teorica e della disponibilità a recepire ed accettare i rapidi e profondi cambiamenti terapeutici che accadevano sempre più  costantemente con l'evolversi del metodo.

Sembrava  logico che l'uso dei movimenti oculari, al fine di innescare deliberatamente un meccanismo fisiologico innato in grado di elaborare le informazioni disturbanti, potesse offrire effetti terapeutici confrontabili se non superiori, all''intervento psicofarmacologico.
L'alterazione chimica dei recettori sinaptici o gli  effetti biochimici-elettrici concomitanti, nel trattamento del disturbo post traumatico da stress, rappresentavano chiaramente un settore di indagine accettato.
L'EMDR differisce  dagli approcci terapeutici neurobiologici più tradizionali che suggeriscono l'uso delle benzodiazepine,  della carbamazepina o del litio in quanto utilizza un meccanismo del corpo, al posto di interventi chimici per raggiungere gli effetti terapeutici.
Anche nei casi in cui altri meccanismi oltre i movimenti oculari si dimostrano ugualmente efficaci, l'intera disciplina della terapia fisica dimostra che i processi fisiologici intrinseci possono essere attivati da qualcosa di più dei semplici mezzi biofarmacologici

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